Io e Vincenzo Citto ci conosciamo dai tempi del liceo, poi come succede per la maggior parte delle conoscenze, le strade si dividono. Credo molto nel senso della vita e nei legami che si rincontrano e infatti, l’anno scorso, dopo il primo lockdown, ci siamo ritrovati dopo oltre 20 anni. Io ho partecipato a una sua bellissima lezione di Yoga sui Colli San Rizzo a Messina e poi insieme abbiamo sperimentato la prima esperienza mai realizzata prima: Bike Therapy + Yoga. Unendo ad un tour in bicicletta, esercizi di respirazione e riflessione di appartenenza al territorio, con una sua bellissima lezione di Yoga in immersione nella natura. Ho realizzato questa intervista ed ecco di seguito le sue risposte alle mie domande!

Vinayaka e la missione della vita

 E. In sanscrito ti chiami Vinayaka mi spieghi la storia e il perché di questo nome?

V. Vinayaka è il nome spirituale che mi è stato assegnato dai monaci che sono miei maestri nel percorso del Tantra Yoga, significa “leader ideale che accende la fiamma spirituale”. Nello yoga del cuore il nome rappresenta l’insieme tra le caratteristiche innate dell’aspirante spirituale e gli obiettivi che esso è destinato a raggiungere. Secondo dei metodi segreti, durante le primissime tappe del percorso yogico Ananda Marga (il sentiero della felicità), i maestri (Acarya) percepiscono negli allievi aspiranti spirituali (Sadhaka) tali caratteristiche e missione di vita, e consegnano loro un nome sanscrito ed un mantra personale (insieme di sillabe che ha la caratteristica di liberare la mente dall’oscurità) che, se utilizzato con regolarità insieme alle varie pratiche, conduce velocemente il praticante ad unificare la propria coscienza con quella cosmica.

E. Hai conosciuto lo Yoga in seguito a un infortunio al ginocchio, dopo il quale hai cercato di riabilitarti dapprima con le terapie occidentali ed in fine con le discipline orientali, tramite queste ultime sei riuscito a guarire, quindi per te lo Yoga è stata una terapia. Puoi raccontarmi in che termini?

V. Approcciarmi alle discipline orientali per recuperare l’efficienza fisica, mi ha permesso di osservare il mio corpo da un altro punto di vista, infatti grazie allo Yoga ho appreso che tutto ciò che si manifesta materialmente come salute o malattia ha una origine psichica. Nessun malessere insorge casualmente, il nostro corpo manifesta direttamente i nostri pensieri, e se sappiamo osservare i sintomi, questi possono diventare ottimi strumenti per comprendere se ci stiamo muovendo nel flusso della vita in maniera sincera a noi stessi ed in armonia con le leggi universali. Quindi “i sintomi parlano” e la malattia può essere considerata una “benattia” perché in realtà è una benedizione che ci invita ad entrare in ascolto di noi stessi per domandarci se le scelte che stiamo prendendo o le azioni che stiamo compiendo risuonano o meno con la nostra vera natura, spesso cambiando lo stile di vita e l’atteggiamento mentale i problemi fisici svaniscono. Nel mio caso credo che l’infortunio al ginocchio abbia fermato la mia corsa lungo una direzione sbagliata verso la quale mi stavo muovendo, facendomi scoprire la scienza dello Yoga, il cui più importante aspetto terapeutico secondo me è quello di aiutare l’individuo a sviluppare la capacità di guardarsi dentro per trasformare e purificare ogni aspetto della propria vita a partire dal corpo.

Yoga come Terapia

E. Come è cambiata la tua vita da quando pratichi Yoga e come è cambiata anche la vita delle persone che ti stanno intorno, la tua famiglia e gli affetti a te più cari?

V. A 18 anni ho vissuto una forte depressione apparentemente immotivata, in fondo la mia famiglia era benestante, avevo già un lavoro, avevo raggiunto tanti successi ma desideravo solo di farla finita, vivendo la vita come una sofferenza mi accorgevo di come il mio stato mentale stava compromettendo la salute fisica, fin quando iniziai ad avvicinarmi sempre di più allo stile di vita yogico e ad apprezzarne i benefici, la mia visione della vita cambiò in breve tempo e mi resi ben presto conto che avevo bisogno di nutrire la mia interiorità. La nostra caratteristica (Dharma) come esseri umani è quella di espanderci, con lo yoga è possibile ideare sull’infinito e chiudendo gli occhi possiamo trascendere il mondo finito e vedere il mondo con altri occhi e ogni giorno ci appare come un dono, ogni istante è una novità e ci rende consapevoli che abbiamo una missione in questa vita e possiamo lasciare una impronta per il benessere della collettività e divenire consapevoli che siamo parte di un grande disegno. Seguire il proprio destino ci dona un senso di benessere interiore ed è importante seguire sempre il proprio cuore e riconoscere le situazioni in cui ci sentiamo a nostro agio e percepire di essere nel posto giusto al momento giusto facendo ciò che siamo chiamati a fare. Occuparci del benessere degli altri ci permette di espanderci, essere utili è terapeutico per noi stessi, questo è il vero significato della vita. È importante creare il mondo spirituale dentro di noi e questo, a livello vibrazionale, attirerà il mondo esterno, dove vedremo proiettato ciò che abbiamo all’interno della nostra mente, di conseguenza tutte le persone intorno a noi ne trarranno benefici, grazie allo yoga ho attirato a me persone meravigliose che sono miei amici e fratelli, molti dei quali sono anche miei studenti. Il mio amore verso questa disciplina si è espanso anche ai miei genitori che adesso sono dei praticanti yoga.

E. Lo yoga quindi è terapia sia per il corpo che per il nostro aspetto più profondo e di benessere interiore. Come ti prepari quando devi trasmettere questa pratica a chi decide di farlo con te?

V. La meditazione è il metodo migliore per sviluppare la presenza e compiere ogni azione della nostra vita con devozione, è importantissimo praticarla soprattutto se abbiamo intenzione di trasmettere benessere, essa costituisce una vera e propria missione perché ci aiuta ad avere una mente pulita e cristallina e possiamo influenzare gli altri. È sempre importante chiedersi se i nostri pensieri possano dare felicità a noi stessi e agli altri e a quella verità suprema che si esprime in mille corpi ma che, in fondo, è una sola entità.

L’esperienza Bike Therapy + Yoga

E. Insieme abbiamo sperimento Bike Therapy + Yoga. Mi racconti quali benefici dopo quella giornata sono rimasti dentro di te?

V. È stata un’esperienza stupenda e ti ringrazio ancora per questa opportunità. Prima di ogni cosa ho sperimentato un grande senso di apertura e libertà, eravamo appena usciti dalla prima quarantena e, pedalare insieme per la città, soffermandoci nei luoghi più suggestivi, entrando in contatto con il corpo e con la natura, in una modalità per me nuova, ha inondato ogni mia cellula di una sensazione di vitalità e ha risvegliato la mia indole avventurosa. Ricordo il cielo azzurrissimo di quella giornata, i sorrisi sgargianti ed entusiasti degli amici che hanno partecipato, Messina splendida mentre la osservavamo dai punti panoramici, il mare brillante che emanava il suo aroma pungente di iodio, alcuni elementi che sono sempre presenti e che passano inosservati nella quotidianità quel giorno splendevano di una luce diversa mostrando tanti particolari che non avevo mai notato prima d’allora. Ho apprezzato il poter vivere lo sport in maniera non competitiva, pedalando senza fretta e prestando attenzione alla consapevolezza del respiro, ho scoperto tanto sulla mia città grazie al fatto che durante il percorso hai rivelato aneddoti storici e curiosità culturali e naturalistiche che sconoscevo. Abbiamo fuso perfettamente le nostre competenze integrando momenti di yoga con esercizi fisici utili a percepire il corpo, scioglierlo ed aprirlo, insieme a momenti di meditazione che sono stati apprezzati anche da chi si approcciava per la prima volta. Ho capito, grazie anche alla cura e alla attenzione del tuo team, che con i dovuti accorgimenti si può vivere e godere la città in bici in maniera del tutto sicura. Custodisco bellissime foto di quella giornata che ritraggono il gruppo insieme sulle bikes, e anche scatti mentre facevamo AcroYoga. Abbiamo culminato il tragitto in un parco cittadino praticando Yoga sotto dei maestosi Ficus Elastica, è stato davvero tutto perfetto e appena finito tra me e me mi son chiesto “quando lo rifacciamo?”

E. Riproporresti l’esperienza Bike Therapy  + Yoga e perché?

V. La riproporrei sicuramente, perché sarei felice che possa essere vissuta da sempre più persone, perché ha tutti gli elementi per imprimere una sensazione di benessere dentro chiunque la sperimenti. È un modo divertente per scoprire se stessi ed il territorio e conoscere nuovi amici. Inoltre uno dei miei più grandi desideri è che i talenti e le realtà culturali presenti in città si incontrino sempre di più, creando la magia che è accaduta tra noi e dando vita a nuovi progetti e nuove idee, è tempo che tutte le persone strabordanti di passione e amore per le discipline che portano avanti facciano rete ed elevino gli standard per la creazione di una società in salute e basata sullo scambio!

E. Sei stato in India e in Burkina Faso, mi racconti l’energia di quelle esperienze?

V. In india, “la terra del divino”, ho viaggiato insieme ai miei fratelli spirituali Yogendra e Tanushree, con l’intento di entrare in contatto con la sorgente della saggezza yoga. Un’avventura zaino in spalla attraverso santuari, orfanotrofi e incontri con maestri, passando dal frastuono delle città affollate fino alla pace assoluta delle vette himalayane, esplorando una cultura affascinante, contemplando magnifici paesaggi e ammirando lo spirito di accoglienza dei suoi abitanti. Un viaggio all’insegna della riscoperta del Sé e di un sentimento prezioso come l’amicizia. In india ci si sente a casa anche in un posto lontano, grazie a un semplice sorriso e se ti lasci trasportare dalla sua magia scoprirai il segreto della felicità che è racchiuso in te. Per me è stato un viaggio interiore che ha rinnovato la mia visione della vita e per questo motivo ho sentito il bisogno di trasmettere tutte le emozioni ed esperienze meravigliose che ho vissuto scrivendo il libro “L’india attraverso i miei occhi” che è disponibile qui In Africa ho trascorso un mese come volontario, nel villaggio di Bissiri, in Burkina Faso, ho affiancato il monaco Yoga Dada Padmeshananda in missione per conto dell’organizzazione Ananda Marga (divenuta movimento sociale col fine di creare una società in salute). Lì ho avuto la fortuna di conoscere il grandioso progetto che sta portando avanti da oltre dieci anni e attraverso il quale sta permettendo agli abitanti di quel villaggio e delle zone limitrofe di elevare in maniera notevole gli standard di benessere e di cultura. Un’esperienza incredibile che mi ha permesso di conoscere persone stupende che vivono la vita con semplicità e gratitudine, aver vissuto questa esperienza mi ha fatto riflettere sul come farciamo la nostra vita di cose superflue, di quanto spesso ci lamentiamo e di come diamo per scontato tutto ciò che abbiamo in dono. Porto con me tanti colori ed emozioni, i canti insieme agli abitanti del villaggio, la pratica di yoga insieme, gli occhi limpidi, e la gioiosità delle persone, i bimbi che sanno accendere il fuoco e che si divertono senza fare i capricci ed aiutando i fratellini più piccoli, e il desiderio di ritornare presto a riabbracciare la mia famiglia africana.

E. Come vivi Messina e come lavori per far amare la pratica dello Yoga?

V. A differenza di molti miei coetanei ho deciso di non lasciare Messina ma di rimanere qui, perché fondamentalmente sono un ottimista e vedo tante potenzialità e possibilità di crescita per questo luogo, credo che la felicità non la si trovi spostandosi altrove ma ricreando il paradiso dentro noi stessi, credo che tutto dipenda da noi, da quello che ognuno può fare nel proprio piccolo per migliorare se stesso e pian piano la propria famiglia, amici, quartiere, città, etc. così come un sassolino che cade nell’acqua di un laghetto e forma delle onde concentriche che si espandono sempre più fino a raggiungere le sponde. Ho ideato un centro Yoga “Centro Tao” un tempio dedicato alle discipline olistiche e alle arti orientali, un luogo di scambio, condivisione e crescita, all’interno propongo classi di yoga e meditazione avvalendomi anche della collaborazione di altri validi insegnanti come Flavia Scalici, propongo formazione nell’arte del massaggio thailandese e della pratica di guarigione Reiki, l’offerta è molto ampia in quanto il centro si basa sull’integrazione tra gli approcci più tradizionali allo yoga fino ad approcci moderni come l’AcroYoga e lo Yoga su Amaca. Organizzo spesso incontri di yoga in natura coinvolgendo i partecipanti talvolta nella pulizia di spiagge o boschi, talvolta piantando alberi per riforestare il territorio. Non mancano iniziative divulgative ed eventi di beneficenza, spesso ospito dei veri e propri maestri-monaci yoga per far conoscere i principi spirituali su cui questa antica scienza così completa si fonda. Curo un blog per diffondere queste iniziative e per far arrivare lo yoga direttamente al cuore delle persone, l’indirizzo del blog è www.yogamessina.net

E. Natura e sport sono un connubio perfetto per vivere bene. Cosa consiglieresti ai giovani per poter vivere in empatia con il territorio e se stessi?

V. Consiglio a tutti di trascorrere più tempo a contatto con la natura, col proprio corpo e con le emozioni. Sicuramente consiglierei di partecipare alle iniziative di Bike Terapy, di provare ad approcciarsi allo Yoga scoprendo che molto probabilmente risuonerà con il proprio innato bisogno di vivere in armonia e benessere, consiglio anche di conoscere il gruppo “Camminare i Peloritani” col quale collaboro, si tratta di una associazione escursionistica che permette di vivere e scoprire luoghi meravigliosi, consiglio di andare a scoprire la realtà creata da Fratel Mario al Parco Ecologico S. Jachiddu, e prendere esempio dal suo operato e da quello dei volontari che da oltre 10 anni collaborano con lui ed hanno risanato il forte che, abbandonato era diventato una discarica, rendendolo un luogo incantato in cui la natura parla se la si sa ascoltare. Consiglio ad ognuno di mettere in gioco le proprie idee ed energie, di lasciare da parte ogni pensiero auto sabotante, affiancare chi sta portando avanti questi progetti e crearne di nuovi coinvolgendo sempre più persone nell’amore e nel rispetto verso la natura muovendoci insieme in avanti.

E. Quali progetti futuri?

V. Tante nuove iniziative bollono in pentola, adesso sto ultimando un nuovo libro, si tratta di un manuale di massaggio thailandese che presto vedrà la luce, a breve potrò garantire a Messina una formazione di alto livello per diventare insegnanti di Yoga, e a Giugno porterò in Sicilia i miei maestri francesi di Wuo Tai un’arte di massaggio che fonde danza e osteopatia, in questo momento in cui non è possibile effettuare lezioni in presenza sto tenendo delle lezioni online su Zoom, inoltre mi sto occupando della diffusione del mio ultimo album musicale “Tantra Rap” completamente ispirato ai principi dello yoga, è ascoltabile gratuitamente a questo link Queste e tante altre novità sono in arrivo quindi rimanete aggiornati seguendo il blog, e sicuramente ci vedremo prestissimo per trascorrere una giornata indimenticabile con Bike Therapy e yoga insieme.

Articolo di Elena Giardina 

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